Questa complessità può divenire arricchente, purché ogni
socio prenda coscienza della globalità del progetto e lo assimili nell’unità
della propria persona, e purché i diversi ruoli di ciascuno non costituiscano
fonte di divaricazione, esasperando un settorialismo, per cui ciascuno si chiude
nel suo “da fare”, ignorando e non valorizzando il lavoro dell’altro.
La complessità attuale può anche produrre l’impressione in
chi oggi partecipa alla comunità di vita che i valori iniziali, per esempio
l’accoglienza, si siano sbiaditi nella coscienza collettiva del gruppo.
E’ un’impressione che va superata: i valori sono identici, ma è
importante che ognuno si proponga di viverli, pur nella diversa situazione dell’oggi
della nostra storia.
1
EMMAUS: LA SUA
IDENTITA' CRISTIANA La comunità Emmaus è una comunità di cristiani e di persone
di buona volontà che si sforzano di realizzare uno stile di vita alternativa,
seguendo il messaggio e i comportamenti di Gesù nel suo vangelo, in cui
ci pare essenziale e inscindibile il metodo e lo spirito della nonviolenza.
I fondamenti della fede ci fanno condividere con gli altri gli ideali della fraternità,
della libertà e dell’uguaglianza: se all’ideologia si sostituisce
la vita, se alle certezze si affianca la ricerca, non è impossibile vivere
fianco a fianco con chi ha motivazioni all’impegno diverse dalle nostre.
Offriamo ai giovani in difficoltà un servizio di accoglienza e di animazione.
A
EMMAUS E' INSERITA NELLA CHIESA Ci sentiamo chiesa, parte di una comunione che cresce,
e, ispirandoci al metodo preventivo di don Bosco, ci sentiamo in sintonia con
la missione salesiana “essere nella Chiesa i segni e i portatori dell’amore
di Dio verso i giovani, specie i più poveri.
La Chiesa, nella riflessione del Vaticano II, si auto definisce “sacramento
universale di salvezza”.
Sacramento,
cioè un segno visibile che sollecita efficacemente la risposta della persona.
Universale,
cioè significativo per tutti gli uomini, in tutte le situazioni, anche
le più “disastrate”
Di salvezza.
La salvezza è pienezza di vita, restituzione a ogni uomo della sua soggettività,
come evento inalienabile: comunione con dio, con gli uomini e con il creato. Costruire
la salvezza è restituire vita, dove sono presenti situazioni di morte.
E quando queste situazioni dipendono dalla malvagità degli uomini e delle
strutture, salvezza è conversione e lotta, in una solidarietà amorevole
e appassionata con chi soffre ed è oppresso.
In questo senso Emmaus vuole essere chiesa per noi e per questi giovani profondamente
segnati da sofferenza ed esperienze negative.: assieme a loro condividiamo un
comune itinerario di “liberazione dal male”. In comunione con i nostri
Pastori, vogliamo essere chiesa, cioè segno che solleciti efficacemente,
per la forza misteriosa dell'amore di DIO, la risposta nostra e di ciascuno di
loro verso il Suo progetto di salvezza, cioè pienezza di vita anche oltre
la morte.
B
EMMAUS, UNA COMUNITA' INCARNATA Nel Vangelo la "buona notizia" centrale e sconvolgente è proprio
quella della INCARNAZIONE: "Il Verbo si fece uomo e venne a condividere la
nostra vita" (Vangelo di Giovanni): di qui è nata la nostra scelta
di condivisione.
"L'emarginazione non ha altre strade per essere aggredita e vinta. La condivisione
fa lottare e amare, vince l'ingiustizia e ripara il male fatto. La qualità
diversa della condivisione, rispetto alla semplice solidarietà o peggio
all'assistenzialismo, consiste nel non separare la propria esistenza da quella
dell'altro. Chi condivide è partecipe della vita altrui e partecipa all'altro
la propria. Chi condivide si pone in termini di parità. Non fa il maestro,
lo psicologo, il pedagogo, ma vive con l'altro". (Sarete liberi davvero.
Pag. 50).
La nostra vuole essere una religione profondamente incarnata nell'umanità
concreta che incontriamo nel mondo dell'emarginazione. Immersi in questo mondo
cerchiamo di discernere i sentieri della Storia della Salvezza e di percorrerli
insieme ai giovani. Diffidiamo di quelle forme di spiritualità che, sfiorando
appena le miserie degli uomini e la loro storia, pretendono di arrivare a Dio
e alle consolazioni dello Spirito direttamente, senza essere coinvolti nell'impegno
di liberazione dell'uomo.
L'azione dell'uomo è l'unico spazio attraverso cui Dio si comunica all'uomo,
entra nella storia e opera la salvezza concreta di ogni persona. Per questo si
può rendere visibile nella storia l'amore di Dio e la sua passione per
la vita dell'uomo, solo operando per costruire tale vita, per alienare il dolore
e l'emarginazione, eliminare progressivamente le sue cause.
Nei nostri rapporti con amici e persone del territorio cerchiamo di diffondere
questa “Spiritualità dell'Incarnazione", promovendo nelle famiglie
e nei singoli lo spirito di accoglienza e di condivisione con chi è emarginato.
La nostra incarnazione nel mondo ci fa formulare un preciso giudizio: la causa
dell'emarginazione e di tanti mali sociali sono gli IDOLI che l'attuale a consumistica
propone: il denaro, il profitto, l'arrivismo, la violenza palese e nascosta, le
mode.
Ci rendiamo conto che gli attuali sistemi socio-economici, impregnati di tale
cultura, non possono che limitarsi a
organizzare la cura del sintomo, ghettizzando persone e problemi, senza poter
andare alla radice del male.
La nostra vita, cercando di abbattere gli idoli, si sforza di diventare "diversa
e nuova", secondo la Parola di Dio.
C
EMMAUS, UNA COMUNITA' ACCOGLIENTE Un’altra intuizione dei Vangelo ci guida: l'accoglienza. Gesù ci
rivela che noi siamo "accolti" da Dio, così come siamo, con fiducia.
Noi ci sforziamo di accogliere l'emarginato con fiducia. Ci ritroviamo in quanto
si legge a questo proposito in "Sarete liberi davvero" (p. 53): la coscienza
civile oggi non sembra apprezzare molto la fiducia. "Più le difficoltà
si fanno gravi e problematiche, più si invocano le misure della "mano
dura", della fermezza, insomma della repressione... La fiducia è un
atteggiamento diverso, perché legge il disagio con gli occhi della storia.
Ogni disagio ha origini, manifestazioni, evoluzione, storia irrepetibili. La fiducia
è il ripercorrere insieme la storia di ognuno e ricostruire insieme, comunitariamente,
i frammenti di verità e di gioia che ognuno possiede.
E’ quindi un modo difficile di affrontare il futuro. Non offre garanzie
assolute di riuscite, non reprime; è rischio, perché rispetta. Non
rifiuta gli interventi tecnici della scienza, ma non predetermina la vita degli
altri. Fa leva sulle risorse umane della persona, ma può andare a battute
di arresto o, peggio, a sconfitte. Coinvolge, non fa star tranquilli, fa pensare.”
D
EMMAUS E' UNA COMUNITA' EVANGELIZZATRICE La nostra comunità vuole essere evangelizzatrice nei confronti dei nostri
giovani.
Vorremmo esprimere il senso della nostra "evangelizzazione", che non
è indottrinamento o plagio.
Partiamo da un atteggiamento di accoglienza della persona dei giovane, senza lasciarci
impressionare dalle sovrastrutture e incrostazioni negative, che la vita ha depositato
in lui.
Nell'esperienza esistenziale, personale e di gruppo, che il giovane ha vissuto
o vive, cerchiamo di scoprire e di leggervi i segni e i significati della storia
della salvezza:
Nella
situazione umiliante dì dipendenza vissuta dal giovane, che ha sperimentato
solitudine, incapacità di reazione libera, prigione, prostituzione, rigetto
da parte della famiglia e della società, vi leggiamo la situazione di “peccato
– schiavitù”.
Nella decisione
del giovane a intraprendere un itinerario di recupero entrando in comunità,
vi leggiamo l’evento “esodo” o la decisione del figlio prodigo
“mi alzerò e andrò da mio padre!”
Nel lento cammino
verso il raggiungimento di uno “star bene” con se stesso, con gli
altri e con Dio, vi leggiamo la categoria di salvezza.
Nel sentirsi rivivere
giorno dopo giorno nel corpo, nei sentimenti, nella mente, vi leggiamo “resurrezione”.
Nell’impegno
di salvarsi insieme ad altri compagni, in un interscambio costante di pazienza,
dì amore, di aiuto concreto, vi leggiamo un concreto “essere chiesa”.
Al momento opportuno cerchiamo dì decifrare questi elementi esistenziali
e cerchiamo di annunziare la presenza discreta e misteriosa di Gesù, accanto
a loro, compagno sulla strada di Emmaus, per ridare senso alla loro vita.
Prima del momento dell'annunzio, che non è programmabile, c'è la
condivisione della vita quotidiana: da mane a sera: lavorare insieme, mangiare
insieme, riflettere insieme, svagarsi insieme, vivere insieme le cadute, le regressioni,
gli slanci: sostanzialmente l'annunzio consiste in questi precisi gesti, che poi
la parola interpreta nella misura e sul livello in cui questa interpretazione
è sollecitata dal giovane.
Questa testimonianza nei riguardi di chi è emarginato e deviante (“Non
ti scanso, ma scelgo di vivere con te"), pur essendo un gesto laico giustificabile
e valutato in sé, assume una carica religiosa e diviene momento di evangelizzazione,
purché risulti evidente e leggibile la motivazione evangelica della nostra
scelta di vita.
Cerchiamo di non perdere di vista il momento della celebrazione che non è
solo quella liturgica e sacramentale, ma è celebrazione della vita, e costruzione
di un ambiente e di un clima dove sperimentare nel piccolo, quello che viene promesso
in grande, nel nome del Signore della vita (rispetto, accoglienza, convivenza,
responsabilità, protagonismo, fiducia).
E
EMMAUS E' UNA COMUNITA' ORANTE La maturazione della propria fede richiede uno sforzo personale: " Chi vuole
essere mio discepolo, rinneghi se stesso e prenda la sua croce". Ma tale
sforzo risulta vano, se non è sostenuto dalla preghiera: " Se il Signore
non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori".
La preghiera diviene così momento di riconoscimento del proprio cammino,
momento di supplica, di ringraziamento, di lode.
Quotidianamente i Salesiani si riuniscono al mattino per concelebrare l'Eucaristia,
meditare sulle Scritture e sui Padri della Chiesa e offrire a Dio la preghiera
di lode. Non è momento riservato ai religiosi, ma è aperto alla
partecipazione dei membri della comunità.
Si invitano le famiglie ad educarsi alla preghiera e al senso religioso della
vita.
La mensa, immagine di quella eucaristica e anticipo del banchetto del Regno, momento
di ristoro, di fraternità e di gioia, viene benedetta dai preti o da qualche
componente della comunità.
Una volta alla settimana la comunità si riunisce a sera in preghiera, confrontandosi
con la Parola di Dio.
Atto centrale della nostra comunità orante è la Messa comunitaria,
che viene celebrata ogni Domenica e giorno festivo. Viene sentita da noi come
momento di Preghiera (lode, ringraziamento e intercessione), di ascolto della
parola di Dio, di riflessione e di confronto con essa, di comunione fraterna,
di festa, di risurrezione.
Mensilmente la comunità si riunisce in ritiro spirituale e opera la sua
conversione, nella celebrazione comunitaria della Riconciliazione.
In particolari momenti e problemi, la comunità decide digiuni e veglie
di preghiera.
Come ogni comunità cristiana seguiamo l'anno liturgico e la sua sapienza
pedagogico spirituale, rivivendone nelle feste i misteri della storia della salvezza.
Inoltre riteniamo feste comunitarie speciali:
L'8
Dicembre: festa dell'Immacolata, perché giorno della fondazione di Emmaus,
oltre che festa religiosa e popolare foggiana e festa di rilievo salesiana. In
questo giorno rinnoviamo la nostra promessa annuale di servizio ai giovani emarginati.
Il 31 Gennaio:
festa di Don Bosco, fondatore carismatico dei movimento della Famiglia Salesiana
nel mondo e ispiratore del metodo preventivo a cui ci richiamiamo nella nostra
azione educativa.
Ogni anno diamo la possibilità alle famiglie e ai singoli la possibilità
di fare esperienze di spiritualità, nei luoghi e nei tempi
più opportuni.