Minori stranieri non accompagnati
La progettazione del Villaggio Don Bosco nasce come risposta alle forti ondate
migratorie degli ultimi anni novanta. Dei milioni di persone costrette ad abbandonare
le proprie case per sfuggire a trattamenti persecutori, guerre o comunque a situazioni
di invivibilità, almeno la metà era costituita da bambini e adolescenti
con meno di 18 anni. E quindi il Progetto mira a studiare forme nuove di accoglienza
per affrontare il grave problema dei minori stranieri non accompagnati con una
risposta articolata, fortemente caratterizzata da un progetto educativo. Molti
di questi ragazzi, proprio per la mancanza dell’accompagnamento di figure
genitoriali di riferimento, rimangono spesso segnati per tutta la vita da ferite
a volte insanabili nella loro personalità e più esposti a percorsi
di devianza.
B
Disorientamento di genitori ed educatori E’ risaputo che oggi le difficoltà di crescita per le nuove generazioni
sono aumentate: maggiore solitudine, difficoltà di tenuta della famiglia,
assenza di forti e robusti valori di riferimento, mancanza di testimoni privilegiati,
ecc. E’ in forte aumento un disagio diffuso e la ricerca di nuovi strumenti
e percorsi di intervento. La famiglia, la scuola, luoghi storici ed educativi
per eccellenza si sentono a volte impotenti rispetto a tante fonti suggestive
(TV, piazza, cantautori,…) di una educatività diffusa che spinge
verso falsi valori e alla ricerca dell’effimero. Tutto è incentrato
sulla ricerca spasmodica del soddisfacimento dei propri bisogni individuali senza
distinguerli in una scala di valori.