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PERCHE' UN VILLAGGIO

A Esperienze comunitarie per accogliere
A pochi chilometri da Foggia, in agro di Lucera, zona Vaccarella, oggi è in costruzione un piccolo borgo con “grappoli di case” attorno a spazi comuni d’incontro.
Il villaggio vuole rappresentare per la comunità civile e sociale un punto di riferimento culturale, un laboratorio di pensiero ed azione nel campo educativo, con particolare riferimento alla qualità della vita familiare relazionale.
L’idea del villaggio nasce dal voler ricercare nuove forme di convivialità che siano risposte concrete all’isolamento in cui viviamo. Il fatto che famiglie decidono di condividere un percorso della loro vita per accogliere ragazzi in difficoltà prevede una circolarità dei processi educativi che interroga l’attuale organizzazione familiare sempre più spinta verso l’isolamento.
Il Villaggio, non si vuole caratterizzare come un contenitore del disagio giovanile e/ o adolescenziale. Rifugge anzi tale connotazione. Si colloca invece come spazio aperto, luogo dove è possibile farsi carico delle difficoltà e delle sofferenze che la vita riserva e, soprattutto, dove è possibile cercare, insieme ad altri compagni di viaggio, le risposte più opportune, a volte faticose e difficili, per una vita dignitosa. Quindi ha priorità l’attenzione alle nuove generazioni, creando e favorendo esperienze positive di crescita, di relazioni significative con gli adulti e di positivo rapporto con le istituzioni.
E’ necessario risvegliare il gusto e la passione educativa, la cura attenta e la priorità della relazione tra le persone. Quindi il villaggio è della comunità territoriale e per la comunità nel suo insieme; vuole essere un seme, un fermento di ricerca per tutto il territorio, un luogo di promozione di cittadinanza attiva e partecipe, dove la solidarietà non è buonismo ma un alto impegno etico e civile, oggi è diventata “virtù”, quando dovrebbe essere “connotazione ordinaria” di ogni cittadino.
B Attivare una rete sociale in un patto educativo diffuso
Il Villaggio Don Bosco si farà promotore di UN PATTO EDUCATIVO DIFFUSO. Un patto si caratterizza per la reciprocità dei contraenti, per la sostenibilità di quanto convenuto, per la fattibilità di quanto dichiarato, per l’impegno profuso da ogni soggetto singolo e associato.
Il patto educativo territoriale tende a “mettere insieme, e tenere insieme” sia singoli cittadini che lo desiderano sia, soprattutto, quelle realtà che hanno nelle loro finalità costitutive il ben-essere della comunità, e quindi: le istituzioni pubbliche, quali la municipalità, la scuola, le forze imprenditoriali e di rappresentanza, l’associazionismo locale nelle sue varie articolazioni ( volontariato, impresa sociale, associazioni), i movimenti giovanili, la Chiesa locale, ecc.
Il patto territoriale dovrà indicare le risorse di ogni suo componente e quanto lo stesso mette a disposizione per la comunità.
La condizione di villaggio promuoverà così relazioni:
Tra le famiglie e le persone che vorranno vivere nel villaggio
Tra le famiglie ed altri educatori
Tra il villaggio e le istituzioni
Tra il villaggio e le famiglie di origine degli ospiti
Tra il villaggio ed altre agenzie educative
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