Famiglie e singoli (educatori)
Il Villaggio sarà abitato da famiglie e singoli che decideranno di
sperimentare questa esperienza di condivisione e di accoglienza.
La famiglia sarà sostegno e punto di riferimento di un'unità educativa
di accoglienza (Casa famiglia – Pronta Accoglienza - giovani madre con bambino,
ecc…)Sicuramente si tratta di una scelta importante, che deve essere ben
motivata e radicata. La profondità della convinzione di vivere con
altri, aprendo il proprio cuore a ragazzi in difficoltà , pur conservando
propri spazi di autonomia, sarà ”roccia” a cui aggrapparsi anche nei
momenti difficili che ci saranno lungo il percorso.
Può essere anche una scelta temporanea, purché sia un
tempo utile per sperimentare il senso di appartenenza al Villaggio. E perché la
scelta sia sempre libera sarà necessario, almeno nella fase iniziale
della vita nel Villaggio, che la famiglia goda di un'autonomia economica che
le permetta di conservare un legame per un eventuale rientro nella propria
casa.
Altro elemento importante è saper valutare saggiamente all'interno della
coppia quanto tempo si riesce a dedicare alla vita del villaggio, rispetto
alle attività lavorative o altri impegni di ciascun membro della famiglia.
Questi sono sicuramente principi generali di riferimento adattabili a situazioni
diverse che potranno a loro volta determinare realtà diverse ..
La storia, le esigenze, i problemi, le attese nel tempo possono cambiare per
cui è necessario che la conclusione di una esperienza così intensa
non sia vissuta mai come fallimento o tradimento al progetto ma come momenti
diversi della propria vita. Ci saranno sempre tanti modi di partecipare alla
vita del villaggio.
Proprio per queste motivazioni, chi avverte che quella è la sua
vocazione deve “lasciarsi chiamare ed essere protagonista di questo
sogno”. Aprendosi all'accoglienza si fa un salto di qualità molto
significativo nella propria esistenza
Una condizione indispensabile è invece avere sempre chiaro che bisogna
essere disponibili al cambiamento per affrontare situazioni “nuove e a volte
problematiche” che si vengono a creare. Bisogna avere la capacità di
trovare nuovi equilibri attraverso strategie che la famiglia stessa mette in
atto con il supporto di altri operatori e consulenti che collaborano nel villaggio.
B
I destinatari Come già anticipato in premessa, il villaggio vuole essere una casa aperta ai minori, specialmente a quelli non accompagnati e offrire anche sostegno alla genitorialità .
Sicuramente sembra che le emergenze di oggi siano:
Minori stranieri non accompagnati che cadono spesso vittime di traffici illeciti e sono avviati in attività criminose;
Un servizio di prima accoglienza che sappia intervenire in situazioni di emergenza evitando lunghe attese di bambini e minori presso uffici comunali e questure;
Ragazze madri, specie se minorenni, che possano trovare un posto sicuro per essere aiutate in un momento così delicato della propria vita . Sono molto poche le strutture e i servizi che danno risposta a questo tipo di problema;
Accoglienze temporanee di ragazzi e adolescenti problematici per brevi periodi , o anche con un'accoglienza diurna, in accordo con le famiglie di origine per far vivere loro un'esperienza intensa fuori dell'ambito familiare. Servizio questo che mira a supportare con altri interventi l'intero nucleo familiare e a renderne possibile una ricomposizione.
Interventi sperimentali per affrontare:
Le problematiche di isolamento di minori diversamente abili;
Il disagio psichico e mentale dei minori
Spazi nel villaggio per permettere a famiglie in difficoltà brevissime permanenze e cercare insieme percorsi possibili per superare il disagio che hanno nella relazione educativa con i loro figli; ospitare anche famiglie che stanno sperimentando l'affido per attivare azioni di accompagnamento e di sostegno;
E volendo operare nella logica di rete, ogni accoglienza terrà conto dei servizi pubblici e privati di riferimento (p.e. servizi socio/sanitari, consultori, Caritas , Acli , Associazione Famiglie Murialdo , ecc…) cercando di attuare con essi sinergie efficaci per il superamento dei problemi.
C
Operatori e consulenti Consci dell'impegno di accogliere ragazzi in
formazione o segnati da esperienze di vita molto dura e nella consapevolezza
che i singoli e le famiglie, che vivono nel villaggio debbano conservare anche
propri spazi di autonomia per il proprio benessere, l'organizzazione prevede
che ogni unità educativa di accoglienza abbia i propri "operatori".
Inoltre si prevedono contratti di collaborazione con figure tecniche che servano
da sostegno all'azione educativa: psicologi, sociologi, assistenti sociali,
medico.
Animatori che possano collaborare negli orari extra - scolastici per eventuale
recupero scolastico, per attività di laboratori tecnico- pratici e
per attività ludico – sportive . Il numero degli animatori sarà in
proporzione a quello degli accolti e alle esigenze che emergeranno. Le iniziative
a carattere tecnico – pratico saranno intese come propedeutiche a scuole di artigianato
e corsi di formazione, anche fuori dal villaggio, mirati ad un serio orientamento
al lavoro. Attività che devono rispondere a esigenze reali di vita.
Nella mattinata si prevede che i ragazzi frequentino, lì dove è possibile,
la scuola pubblica o apprendistato artigianale presso laboratori ed officine
della città.